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sabato 4 (tA  T&C)

e domenica 5 gennaio (tB T&C)

Tradizione

   Comicita'

PEPPE BARRA

LA CANTATA DEI PASTORI

di Peppe Barra
liberamente ispirata all'opera Teatrale Sacra di Andrea Perrucci
regia Peppe Barra

Non c'e' Natale senza La Cantata dei Pastori e da quarant'anni a questa parte non c'e' Cantata senza Peppe Barra. La Cantata dei Pastori ha un titolo lunghissimo e barocco, ma e' universalmente nota con l'abbreviazione d'uso. Fu scritta alla fine del Seicento (1698) da Andrea Perrucci e da allora, da piu' di tre secoli, e' continuamente rappresentata, rimaneggiata, riscritta. Ultimo e piu' illustre di tutti e' Peppe Barra, che aveva gia'  interpretato l'opera a fianco della madre Concetta, nel ruolo di un irresistibile Sarchiapone, dopo essere stato l'Angelo nella versione di Roberto De Simone alla fine degli anni Settanta. La Cantata dei Pastori e' la storia delle traversie di Giuseppe e Maria per giungere al censimento di Betlemme. Nel difficile viaggio vengono accompagnati da due figure popolari napoletane, Razzullo, scrivano napoletano assoldato per il censimento, e Sarchiapone, barbiere pazzo e omicida, maschera ispirata quasi direttamente dalla tradizione popolare dei Pulcinella e antesignano di Felice Sciosciammocca. Sarchiapone e' la dimostrazione delle varie sovrapposizioni e aggiunte delle tradizioni delle Cantate. Il personaggio di Sarchiapone non esisteva infatti nella versione originale di Perrucci, fu introdotto per rendere meno paludata la rappresentazione, per adattarla al gusto del pubblico e via, via, si e' andato ritagliando un ruolo sempre piu' importante. 

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