La Storia

Il  teatro "Carlo Gesualdo" è stato progettato dall'architetto Carlo Ajmonino. È una struttura avveniristica, edificata in pieno centro storico ad Avellino che può ospitare 1200 spettatori, con un palcoscenico fra i più moderni e attrezzati d'Europa. L'intitolazione è ad un grande madrigalista del tardo Cinquecento, Carlo Gesualdo principe di Venosa (1560-1613) noto alle cronache per due fatti sentimentali: sposatosi a Napoli con Maria d'Avalos, la sorprese mentre lo tradiva con Fabrizio Carafa. Gesualdo uccise i due amanti (1590) e fu costretto a lasciare Napoli non tanto per sfuggire alla giustizia, quanto per evitare la vendetta dei parenti degli uccisi. Si rifugiò a Ferrara, presso Alfonso II d'Este, di cui sposò in seconde nozze la nipote Eleonora. A Ferrara sviluppò il suo innato senso per la musica, divenendo uno dei madrigalisti più celebrati dell'epoca, erede e continuatore della grande tradizione fiamminga che proprio presso la Corte Estense aveva trovato la munificenza per esprimersi ad eccellenti livelli artistici e poetici. Ora la figura di Gesualdo rivivrà nella memoria dei suoi conterranei grazie proprio a questa magnifica struttura.
"L'idea del teatro nacque dopo il terremoto del novembre 1980,  i fondi che arrivarono erano destinati sia alla ricostruzione che allo sviluppo e le amministrazioni di allora decisero che bisognava dare un teatro alla città.

La struttura è stata riconosciuta  tra le migliori presenti in Italia per acustica tra i teatri di recente costruzione. Funzionalità e modernità sono i principali pregi del Gesualdo di Avellino che dispone di ampi spazi di attesa e di una sala di sobria eleganza.

Il teatro è stato inaugurato nel 2002 con “Le nozze di Figaro” di Mozart.

Il Teatro Pubblico Campano dopo aver gestito dalla sua apertura le stagione teatrali, ne ha preso l'affidamento diretto attraverso la partecipazione di un bando comunale.

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